Raccolta 1996 - il sesto racconto
Con questo penultimo racconto della famosa raccolta inviata al famoso concorso che NON ho vinto (e ci credo!), rasentiamo veramente la stomachevolezza più assoluta. Una storiella tanto sdolcinata e piena di melassa, nonostante fra le righe si legga il contrario, spero di non leggerla mai più, tanto meno scriverla...
STORIA DI SWAN, DI PAFFURINA E DELLA FIDUCIA
Poni mente a che cosa questo tempo ti richiede,
non la profondità, né l’ardimento,
ma la ripetizione di parole,
la mimesi senza perché né come
dei gesti in cui si sfrena la nostra moltitudine
morsa dalla tarantola della vita, e basta.
Tu dici di puntare alto, di là dalle apparenze, e non senti che è troppo.
M. Luzi, “Presso il Bisenzio”
Cari bambini, c'erano una volta Swan e Paffurina.
- E chi sarebbero ‘ste due con dei nomi così schifidi?
Ehm. Preferite Genoveffa e Petronilla?
- Ah, bell’alternativa...
Ecco, allora abbiate pazienza. Dunque, Paffurina e Swan erano due sorelle, ma non nel senso che avevano la stessa mamma e lo stesso papà...
- E allora come facevano ad essere sorelle?
- Erano orfane e adottate dalla stessa famiglia?
No, bambini, no: si erano adottate tra di loro. Un giorno si erano dette:
- Tu, per me, sei come una sorella.
- E tu lo sei per me.
Perché vedete, bambini, i legami non dipendono necessariamente dal sangue; essi nascono dall'affetto e da...
- Va bene, ma poi?
Figurati... uno cerca di fare un po’ di pedagogia, e questi subito ti sbranano.
- Allora, cosa successe?
- Arrivò un principe?
- Arrivò una strega cattiva?
- Arrivò un feroce bandito?
Scusate, bambini: dimenticavo che, a voi, certe cose non interessano, soprattutto nel bel mezzo di una storia.
Allora, dove ero rimasta? Ah, sì: erano sorelle. E si vedevano spesso, ogni volta che potevano, anche se mai quanto avrebbero voluto; infatti, non avendo la stessa mamma e lo stesso papà, abitavano in due case diverse, e non si potevano vedere proprio tutti i giorni.
Infatti, Swan aveva la casa su delle verdi colline, con un giardino pieno di ulivi e di fiori; mentre Paffurina abitava vicino al mare, che era dello stesso colore dei suoi occhi, tanto simili a due acquamarine.
- Cosa sono le acque marine?
- Scemo, l'acqua marina è l'acqua del mare!
- Sì, ma allora cosa significa "due" acque marine?
No, no, bambini: non acque, staccato, marine. Tutto attaccato: acquamarine. L'acquamarina è una pietra preziosa.
- Come il diamante?
Sì, precisamente: però è azzurra.
- Ma è trasparente o opaca?
- E che te ne frega!
- Sì, sta zitto!
- Vogliamo sentire la favola!
- Allora, cosa successe dopo? Arrivò una strega, un principe, oppure un...
Arrivò un drago, bambini.
- Un drago!
- Davvero?!
- Ma un drago grosso?
Oh sì, era un drago enorme: era grande come... vediamo, sì, ecco! Grande come una balena, tutto coperto di scaglie verdi impenetrabili! E aveva gli occhi rossi come il fuoco, e vero fuoco usciva dalle sue fauci, che erano piene di decine di zanne aguzze.
- E cosa fece il drago?
- Le attaccò?
Bè, più o meno. Infatti, un giorno Swan, che era andata a trovare Paffurina, non la trovò. Trovò solo la sua mamma che, piangendo, le disse:
- Un drago l'ha rapita!
Adesso, bambini, dovete sapere che la mamma di Paffurina non aveva mai creduto ai draghi: quindi, se diceva una cosa simile, doveva proprio essere così, non poteva essersi inventata nulla.
- E dove l'ha portata? - chiese subito Swan.
- Non lo so, non lo so! - rispose disperata la mamma di Paffurina.
Swan si sentì perduta, senza Paffurina, e decise di andare a cercarla. Ma dove si cercano i draghi?
- Già, dove?
- Dove abitano i draghi?
- Ma esistono veramente?
Ma certo che esistono! Solo, Swan non sapeva dove abitassero. L'unica a saperlo era sempre stata Paffurina, e invece era proprio lei ad essere stata rapita dal drago.
Allora, Swan gettò una piuma blu per aria...
- Una piuma blu?
- E dove l'ha trovata, una piuma blu?
- Perché, proprio blu?
Uff... era un piccolo plag... beh, insomma, una citazione, un omaggio, un riferimento letterario!
Bambini ignoranti che non conoscono Richard Bach... va bè, forse sono ancora un po’ piccoli. Per stavolta passi.
Comunque, Swan gettò in aria questa piuma e decise di dirigersi nella direzione indicata dalla piuma caduta a terra. Così si incamminò per le strade del mondo, e viaggiò per giorni e giorni, per mesi e mesi, e finalmente giunse in un luogo che non riconosceva; così chiese ad un usignolo che cinguettava sui rami di un albero:
- Perdonami, uccellino, se ti disturbo: mi potresti dire dove sono capitata?
- Ma come, chiede informazioni a un uccello?
- Scemo, nelle favole anche gli uccelli parlano!
- Sì, ma Swan mica lo sa, di essere in una favola!
- E' vero! Allora, come mai si mette a parlare con un usignolo? Questa ce la spieghi!
Cribbio... e adesso come gliela giro? Allora, ovviamente nelle favole gli animali parlano, e questo non si discute. Swan, però, non è detto che lo sappia... certo che Cappuccetto Rosso però, quando ha sentito il lupo parlare, non ha fatto una piega. D’altra parte, Cappuccetto Rosso non fa testo perché era tonta (una che non riconosce un lupo al posto di sua nonna è tonta per forza...). Ossignore, e adesso come me la cavo...
Beh... ehm... mettiamola così: lo chiese all'usignolo così, come lo avrebbe chiesto a un albero, tanto per dire due parole dopo una vita che camminava da sola. Non c'era nessuno in giro, a parte l'uccellino, e così, come per prendersi in giro, come quando si parla da soli, gli fece la domanda. E quindi, ci rimase di stucco quando l'usignolo, compiaciuto del garbo con cui era stata formulata la domanda (perché, bambini, gli animali non rispondono a chi è scortese con loro), disse:
- Sei ad Azerània, il paese fatato.
- Come! Ma tu sei capace di parlare!
- "Oh, cielo! Ma come è possibile?"
- "Devo avere le allucinazioni!"
- Sì, davvero una frase originale, quella di Swan!
- Non potevi inventare una favola più decente?
Ma porc... Siete stati voi a chiedermi di specificare che Swan non poteva sapere che nelle favole anche gli animali parlano, adesso mi toccherà pure farglielo scoprire! Fosse stato per me, questo problema lo avrei saltato a piè pari; e se la favola non vi piace, possiamo anche finirla qui!
E così mi gioco le diecimila lire all’ora come baby-sitter...
- No, no... va bene, va benissimo così...
- Già, è una frase perfetta...
- Adesso però continua, per favore!
E va bene, pesti. Allora velocizziamo il tutto, dicendo che l'usignolo dovette spiegare a Swan che, nel paese fatato di Azerània, gli animali parlano a chi si rivolge loro educatamente; e che Swan, dopo un pizzico iniziale di incredulità, riuscì ad entrare in quell'ordine di idee e lo interrogò nuovamente:
- E dov'è Azerània?
- Azerània è nel Mondo del Sogno! - rise l'usignolo; - Ma tu, che ignori una cosa simile, come hai fatto ad arrivarci?
- Non lo so... ho camminato a lungo, e sono finita qui senza rendermene conto...
- Aspetta, aspetta! Cosa sarebbe 'sto Mondo Del Sogno?
- Esiste davvero?
- E' come il Paese Dei Balocchi?
- E' come il Paese Delle Meraviglie?
- E' come il Paese Di Lilliput?
Un momento, bambini, un momento! Sì, il Mondo Del Sogno esiste veramente, ma non è come nessuno dei paesi che avete detto. E' semplicemente quel posto dove gli animali parlano, dove le fate e gli stregoni studiano la magia, e dove i principi salvano le principesse dai pericoli.
E, disgraziatamente, le sposano... come se tutte le principesse delle favole fossero delle casalinghe mancate che non aspettano altro che un povero cristo da accalappiare... e come se tutti i principi del mondo fossero dei pantofolai che aspettano di sposarsi per sfornare un po’ di nipotini da far tenere a nonno re!
Insomma, praticamente il Mondo Del Sogno è un po' come una grande nazione che contiene il Paese Dei Balocchi, quello Delle Meraviglie, eccetera.
Comunque, l'usignolo chiese:
- Ma tu chi sei, e cosa ci fai qui?
- Mi chiamo Swan - rispose lei - e sto cercando mia sorella, Paffurina. Un drago l'aveva rapita, mesi fa: ed io vorrei trovarla, ma non so dove possa averla portata. Puoi aiutarmi? L'hai vista?
- Non saprei. Però, tre o quattro mesi fa, il mio amico Mago mi disse di aver incontrato, vicino all'Isola Nebbiosa A Forma Di Schiena Di Drago, una fanciulla con l'anima trasparente come il diamante, gli occhi colore del cielo, e i capelli biondi come l'oro...
- E' lei, è lei! - esclamò Silver Swan; - non può essere che lei!
- Un momento, aspetta un momento! Cosa significa "con l'anima trasparente come il diamante"? Come aveva potuto vederle l'anima?
- Perché era un Mago, scemo!
Bè, non proprio; in realtà l'aveva conosciuta e... ma insomma, volete lasciarmi andare avanti? Poi capirete tutto, per la miseria!
Ecco, io le provo tutte per inserire qualche passaggio carino... e loro, di uno manco si accorgono (come se fosse stato facile farmi venire l’idea di un’isola a forma di schiena di drago... ma come saranno fatte, le schiene dei draghi?), e l’altro me lo contestano... giuro che alla prossima li imbavaglio.
- Seguimi - suggerì l'usignolo a Swan, e si incamminarono verso una cascata a un'oretta di cammino da loro. Quando furono arrivati, l'usignolo cominciò a strillare:
- Mago! Grande Mago! - con tutto il fiato che aveva in gola.
- Ma come! E' così che si invoca un Mago?
- E' vero! Di solito bisogna arrivare dove ha la sua dimora, entrare tra migliaia di pericoli, e finalmente essere ammessi alla sua presenza!!!
Seee... come se avessi anche avuto il tempo di inventarmi delle prove strampalate da far superare a Swan. Mi spiace, piccole pesti, ma se volete vedere lotte e ammazzamenti vari dovrete cercarveli sui videogiochi.
Sentite, bambini, questo Mago non funziona come gli altri: questo Mago era amico dell'usignolo, ed era sufficiente che lui lo chiamasse, come io chiamerei uno qualsiasi di voi. Infatti, improvvisamente la cascata si fermò e divenne tutta di solido ghiaccio; una porticina si aprì ai suoi piedi e ne uscì un omino piccolo piccolo, che chiese sbuffando:
- Stavolta che c'è? - rivolto all'usignolo.
- Un omino piccolo piccolo?
- Ma quanto piccolo?
- Un nano?
No, non un nano: un omino alto una decina di centimetri, insomma un po' più di uno dei vostri soldatini.
- Ma come fa un Mago ad essere così piccolo?
- E' vero! I maghi sono grandi, alti, con una lunga barba bianca e un enorme cappello a cono in testa!
Non questo Mago: questo Mago è piccolissimo, ha la barba bianca sì, ma corta, e invece del cappello a cono porta in testa un mezzo guscio di nocciola.
- E sarebbe un Mago?
- Questo Mago non mi piace...
- Sì, in effetti sembra un po' sfigato...
E a me sembrava tanto carino! Allora, se racconti delle cose tradizionali non va bene perché sono banali; se cerchi di fare un po’ l’originale non va bene perché ti esce il mago sfigato...ma cosa cavolo vogliono, ‘sti delinquenti?!?
Bè, bambini, mi dispiace se il Mago non è di vostro gradimento: ma questo Mago è fatto così. L'usignolo gli disse:
- Questa ragazza si chiama Swan e sta cercando sua sorella, che qualche tempo fa è stata rapita da un drago, e cercandola è arrivata fino qua; e io ho pensato che potesse essere la fanciulla che tu vedesti all'Isola!
L'ometto guardò severamente l'usignolo, come se avesse voluto rimproverargli qualcosa; poi squadrò da capo a piedi Swan, che lo supplicò:
- Ti prego, Mago, se sai qualcosa di Paffurina, la mia sorellina che sto cercando da mesi, aiutami. Il drago potrebbe non averle ancora fatto del male, e io vorrei liberarla e riportarla a casa.
Allora, bambini, l'omino scoppiò in una grande risata. Fece segno a Swan di inchinarsi; lei lo fece, e lui salì sul palmo della sua mano. Così, quando lei lo portò davanti al suo naso e si poterono guardare negli occhi, il Mago le puntò contro la sua bacchetta e le disse, ancora ridendo:
- Ma tu, sei sicura che lei voglia tornare a casa?
- Come! - esclamò Swan; - a casa la aspetta la sua famiglia, e...
- In effetti, è una domanda davvero cretina!
- Sì, questo Mago fa veramente schifo.
Aaargh.
Bambini! Non dite mai una cosa simile dei maghi! Essi vi sentono ovunque, e non sopportano che si sparli di loro... il Mago di Azerània potrebbe avervi udito, e stanotte entrare nei vostri sogni e trasformarli in incubi pieni di streghe e pipistrelli e mostri e...
- Oh, no!
- No, veramente, noi scherzavamo! E' un Mago meraviglioso!
Questa, poi... l’hanno bevuta...
- Ma piantatela, scemi! I maghi non esistono per davvero!
Mph. Mi pareva.
- Zitto, che se ti sente!
- Ma è vero che non esistono?
No, è falso: i maghi esistono eccome... è solo che non abitano qui con noi, oppure non si fanno vedere.
- E perché?
Ma perché non avrebbero mai un attimo di pace! Tutti andrebbero da loro a implorare le loro magie, o i malocchi contro i nemici, o chissà cos'altro, e loro non avrebbero mai il tempo di leggere, di studiare i loro libroni, di provare nuovi incantesimi.
Comunque, bambini, lasciatemi continuare. Quando Swan disse che, secondo lei, Paffurina non vedeva l'ora di tornarsene a casa e di scappare dal drago che l'aveva rapita, il Mago non sembrò molto convinto.
- E dimmi: sei in grado di darmi una prova di ciò che affermi?
- Ma insomma, cosa vuole questo!
- E dov'è Paffurina?
- Cosa le ha fatto il drago?
- E quando arrivano i prìncipi?
Scusate, bambini: quali prìncipi?
- E' una favola, no? E allora ci saranno due prìncipi che sposeranno le due ragazze, e vivranno tutti felici e contenti! Vero?
Gmr%nm^f#rzsn@r£b&$k°frd§ç...
Er... sposeranno, già, come no... bè... insomma, adesso vedremo. Swan, un po' scocciata, rispose al Mago:
- Bè... a parte il fatto che generalmente uno non è contento di venire rapito, non ho una prova vera e propria. Ma Paffurina mi vuole molto bene, e non credo che si troverebbe a suo agio, lontana da me.
- Presuntuosa! - le disse il Mago. - Come fai ad essere sicura che preferisca il tuo Mondo Senza Magia ad Azerània, e che preferisca stare laggiù con te piuttosto che qui, come ha sempre sognato?
- Perché mi vuole bene! - esclamò Swan quasi piangendo, - e io ho fiducia in lei e nel suo affetto! Ma tu perché mi fai queste domande, Mago? L'hai vista? Le hai parlato? Ti ha detto qualcosa?
- Sì - rispose il Mago. - L'ho conosciuta e le ho parlato. Vedi, devi sapere che esiste un incantesimo, qui ad Azerània, per il quale chi arriva dal Mondo Senza Magia non deve vedere nessun altro che provenga dallo stesso luogo, altrimenti sarebbe costretto a lasciare il Mondo Del Sogno, dopo aver faticato tanto per entrarci.
Fantastico. Ero a corto di idee, ho buttato là ‘sta cosa dell’incantesimo, e adesso non so più come tirare avanti... va bè, continuiamo a improvvisare.
- Lasciare il Mondo Del Sogno... - mormorò Swan.
- Già, lasciarlo - ripeté il Mago; - ora Paffurina è felice della sua nuova vita, e, quando le ho spiegato dell'incantesimo, mi ha detto: "Non è escluso che, prima o poi, venga a cercarmi una certa Swan... se per caso dovessi vederla, le dirai da parte mia di ritornare a casa, e comunque di non farsi vedere".
- Che cattiveria...
- E Swan che si era fatta tutta quella strada...
E già... bell’amica!
Aspettate, che mica è finita. Swan scosse la testa:
- No, è impossibile! Paffurina non si farebbe nessun problema a dare la sua vita per me, figurarsi se mi lascia detta una cosa simile!
- Oh, sì, probabilmente darebbe la vita - disse il Mago con noncuranza; - ma certamente non lascerebbe un luogo che proprio per tutta quella stessa vita ha inseguito!
Il che è abbastanza plausibile... fino ad ora ho pensato al personaggio di Paffurina modellandolo sulla mia migliore amica... ma lei sacrificherebbe tutti i suoi sogni per me? Qual è, a questo punto, il modo più ragionevole di continuare? Va bè, intanto prendiamo tempo...
A questo punto, bambini, Swan vide realizzarsi una delle sue più grandi paure: che Paffurina l'abbandonasse, e lo temeva talmente tanto che credette senza dubbio che quel momento fosse arrivato; un po' come quando voi avete paura delle punture, e se vi portano dal medico date per scontato che sia per una puntura, dalla fifa che ne avete, anche se non ne avete delle prove effettive...
- Cos'è, adesso nel bel mezzo di una favola ci psicanalizzi?
Li ammazzo. Adesso li ammazzo.
Macché vi psicanalizzo! Era solo per spiegarvi il motivo per cui Swan perse in quel momento ogni speranza. Iniziò a piangere, inginocchiata a terra, e rimase lì per un giorno e una notte interi, sempre piangendo, e pensando: "Allora il drago non l'aveva rapita... lei era andata con lui spontaneamente, lui la era venuta a prendere per portarla qui, in questo paese che lei ama... ma perché non è passato a prendere anche me? Già, bella domanda! Cretina, tu non ci hai mai creduto abbastanza, ai draghi... figurati, sei arrivata qui solo perché eri spronata dal doverla ritrovare e... e lei ha lasciato dette al Mago quelle cose, e che io dovrei tornare a casa da sola, e lasciarla qui, e..."
In quel momento sorse il sole, i cui raggi si rifletterono nell'acqua del lago ai piedi della cascata, colpendo coi loro vividi bagliori gli occhi di Swan.
Okay, qui si gioca il tutto per tutto. Magari Paffurina non ricalcherà del tutto la mia amica, ma è dall’inizio di ‘sta storia che la meno con la grande amicizia tra Swan e Paffurina... Swan non potrà mica prendere e tornarsene a casa!
Improvvisamente, Swan smise di piangere e si alzò. Si guardò intorno: il Mago doveva essersene andato la sera prima, senza che lei, completamente assorbita dalla sua tristezza, lo notasse. Non vide neanche l’usignolo. Mise le mani ad imbuto e chiamò:
- Mago! Grande Mago!
La cascata si congelò, la porticina si aprì, e il Mago arrivò.
- Sei ancora qui? Credevo fossi partita! Dimmi, cosa c'è?
- C'è che tu mi hai mentito, ecco cosa c'è!
E, così dicendo, lo afferrò per la barba e lo tenne stretto.
- Portami da lei, subito! Io non credo a quello che mi hai detto: non è possibile che lei non voglia vedermi!
- Come devo dirtelo? - protestò il Mago che si teneva la barba con le mani, perché Swan lo stava strapazzando talmente forte che temeva potesse strapparsi; - è l'unico modo in cui possa rimanere ad Azerània! Davanti a questa opportunità, cosa vuoi che conti il resto?!?
Il Mago si dibatteva, ma Swan non lo mollava, anzi lo teneva sempre più stretto.
- E ci ero cascata, lì per lì! E per un giorno intero il dolore mi ha impedito di pensare!
- E cosa diavolo - fece il Mago - ti avrebbe fatto "pensare", adesso?!?
- Il sole, che ha illuminato l'acqua del lago. Le onde luccicanti e azzurre come due acquamarine... come i suoi occhi, che sono sempre stati sinceri con me... che non avrebbero mai voluto starmi lontana!
- Aaaah, che schifo!
- Ma quant’è caramellosa, ‘sta tizia?
- Davvero, mi si stanno cariando i denti!
Hanno ragione. Dio mio, come hanno ragione...
Insomma, abbiate pietà... mica sono una cantastorie di professione!
- Va bè...
- Okay, continua pure.
Grazie.
- Ah, ma allora ci risiamo da capo! - sbuffò il Mago; - come fai ad esserne così sicura? "Lei mi vuole bene", "lei non vorrebbe starmi lontana", lei di su e lei di giù! Ma perché diavolo dovresti essere così importante per lei, eh? Credi veramente di contare tanto? Credi veramente che per te lei lascerebbe Azerània? Credi...
- Sì, lo credo - lo interruppe Swan con la voce che tremava; - e tu, specie di Pollicino, puoi dirmi tutte le balle che vuoi... io non ti ascolto più - concluse con fermezza.
Magari le avessi io, tutte ‘ste sicurezze...
Il Mago scalciò e si dibatté, morse e graffiò, e finì per strapparsi metà della sua barba; ma alla fine si arrese.
- E' vero: ti avevo mentito, e non esiste alcun incantesimo. Ma lo avevo fatto per lei, per Paffurina, per impedire che tu la riportassi nel suo mondo di origine. Azerània la vuole qui, il drago le è affezionato, io anche, tutti gli animali vogliono che resti... a parte quello stupido usignolo, che ti ha portata da me. Lui è un inguaribile ottimista, e crede ancora che nel Mondo Senza Magia si possa essere felici, e che ci sia gente che si vuole bene...
- E te l'ho dimostrato, vero, Mago? - cinguettò l’usignolo dall'alto di un albero.
- Sì - ammise il Mago; - purtroppo sì. Sappi, Swan, che non esiste alcun incantesimo come quello di cui ti parlavo... era stato solo un tentativo per scoraggiarti e mandarti via.
- Ma, Mago, - intervenne Swan; - perché pensavi che io avrei voluto per forza riportare Paffurina al Mondo Senza Magia? Avrei certamente rispettato la sua volontà, se lei avesse voluto rimanere, e non l'avrei forzata a fare nulla; semplicemente, le avrei fatto presenti tutte le cose di cui avrebbe dovuto tenere conto: la sua famiglia, i suoi studi, il suo ragazzo...
- E ti pare poco! - ribatté il Mago; - tu sei... sei... sei così dannatamente rigorosa in tutto! Per te, bisogna essere disposti a tutto pur di avere la consapevolezza di sé, di ciò che ci sta intorno! Non si può prendere la vita così, come viene, no, bisogna sempre pensare a tutto e fare presente tutto! "Ricordati di questo, tieni presente quest'altro, e non dimenticarti..." Oh, sì, le avresti lasciato la libertà di scegliere... ma magari l'avresti convinta a tornare indietro, presentandole i tuoi dannati motivi!
- Giusto!
- Macché, giusto un fico!
- Ha ragione il Mago!
- No, ha ragione Silver Swan!
- Il Mago!
- Silver Swan!
Hah... se sapessi chi ha ragione su ‘ste cose, a quest’ora mi sentirei un genio.
Buoni, bambini! Non è questo che ci interessa, per la storia; l'unica cosa che ci serviva era sapere il motivo per cui il Mago aveva mentito a Swan, e adesso lo sappiamo: era la paura che Paffurina andasse via.
Ma adesso fatemi arrivare in fondo, se no qui non finiamo più.
- Vieni, Swan - le disse il Mago, sconsolato; - ti porterò da lei all'istante.
- Un momento - disse Swan; - ma lei, perché non ha tentato di tornare... visto che non vuole starmi lontana?
- Indovina - rispose il Mago.
- Uhmmm... perché sapeva benissimo che prima o poi sarei riuscita a raggiungerla, e voleva che anche io visitassi Azerània?
- Appunto.
Il Mago tirò fuori la bacchetta, la agitò per aria e trasportò Swan fino all'Isola Nebbiosa A Forma Di Schiena Di Drago. Paffurina la stava aspettando, più radiosa che mai, fra un gruppo di gnomi e folletti, e, accucciato dietro di lei, il drago.
- Finalmente, sorellina!
Si abbracciarono forte, felici di essersi finalmente riunite. Paffurina fece vedere a Swan tutta Azerània: le fece conoscere il drago che l'aveva condotta sin lì, e gli altri suoi nuovi amici: gli elfi, i nanetti, le fate...
-Va bene, va bene; ma adesso raccontaci la fine.
Come, la fine? La storia è già finita da un pezzo!
- Finita?
- E non arriva nessun principe?
- Ma cosa fanno adesso loro due?
- Restano ad Azerània?
- Tornano nel Mondo Senza Magia?
- Stanno un po' di qua e un po' di là?
Ma in fondo, bambini, ha importanza?
- Certo! Così, la storia non ha una fine!!!
- Il finale! Vogliamo un vero finale!
Il finale... dunque, un finale... ah, sì: il più classico.
- Cioè?
- Quale?
- Cosa fanno?
Ecco, bambini: vissero per sempre felici e contente.
STORIA DI SWAN, DI PAFFURINA E DELLA FIDUCIA
Poni mente a che cosa questo tempo ti richiede,
non la profondità, né l’ardimento,
ma la ripetizione di parole,
la mimesi senza perché né come
dei gesti in cui si sfrena la nostra moltitudine
morsa dalla tarantola della vita, e basta.
Tu dici di puntare alto, di là dalle apparenze, e non senti che è troppo.
M. Luzi, “Presso il Bisenzio”
Cari bambini, c'erano una volta Swan e Paffurina.
- E chi sarebbero ‘ste due con dei nomi così schifidi?
Ehm. Preferite Genoveffa e Petronilla?
- Ah, bell’alternativa...
Ecco, allora abbiate pazienza. Dunque, Paffurina e Swan erano due sorelle, ma non nel senso che avevano la stessa mamma e lo stesso papà...
- E allora come facevano ad essere sorelle?
- Erano orfane e adottate dalla stessa famiglia?
No, bambini, no: si erano adottate tra di loro. Un giorno si erano dette:
- Tu, per me, sei come una sorella.
- E tu lo sei per me.
Perché vedete, bambini, i legami non dipendono necessariamente dal sangue; essi nascono dall'affetto e da...
- Va bene, ma poi?
Figurati... uno cerca di fare un po’ di pedagogia, e questi subito ti sbranano.
- Allora, cosa successe?
- Arrivò un principe?
- Arrivò una strega cattiva?
- Arrivò un feroce bandito?
Scusate, bambini: dimenticavo che, a voi, certe cose non interessano, soprattutto nel bel mezzo di una storia.
Allora, dove ero rimasta? Ah, sì: erano sorelle. E si vedevano spesso, ogni volta che potevano, anche se mai quanto avrebbero voluto; infatti, non avendo la stessa mamma e lo stesso papà, abitavano in due case diverse, e non si potevano vedere proprio tutti i giorni.
Infatti, Swan aveva la casa su delle verdi colline, con un giardino pieno di ulivi e di fiori; mentre Paffurina abitava vicino al mare, che era dello stesso colore dei suoi occhi, tanto simili a due acquamarine.
- Cosa sono le acque marine?
- Scemo, l'acqua marina è l'acqua del mare!
- Sì, ma allora cosa significa "due" acque marine?
No, no, bambini: non acque, staccato, marine. Tutto attaccato: acquamarine. L'acquamarina è una pietra preziosa.
- Come il diamante?
Sì, precisamente: però è azzurra.
- Ma è trasparente o opaca?
- E che te ne frega!
- Sì, sta zitto!
- Vogliamo sentire la favola!
- Allora, cosa successe dopo? Arrivò una strega, un principe, oppure un...
Arrivò un drago, bambini.
- Un drago!
- Davvero?!
- Ma un drago grosso?
Oh sì, era un drago enorme: era grande come... vediamo, sì, ecco! Grande come una balena, tutto coperto di scaglie verdi impenetrabili! E aveva gli occhi rossi come il fuoco, e vero fuoco usciva dalle sue fauci, che erano piene di decine di zanne aguzze.
- E cosa fece il drago?
- Le attaccò?
Bè, più o meno. Infatti, un giorno Swan, che era andata a trovare Paffurina, non la trovò. Trovò solo la sua mamma che, piangendo, le disse:
- Un drago l'ha rapita!
Adesso, bambini, dovete sapere che la mamma di Paffurina non aveva mai creduto ai draghi: quindi, se diceva una cosa simile, doveva proprio essere così, non poteva essersi inventata nulla.
- E dove l'ha portata? - chiese subito Swan.
- Non lo so, non lo so! - rispose disperata la mamma di Paffurina.
Swan si sentì perduta, senza Paffurina, e decise di andare a cercarla. Ma dove si cercano i draghi?
- Già, dove?
- Dove abitano i draghi?
- Ma esistono veramente?
Ma certo che esistono! Solo, Swan non sapeva dove abitassero. L'unica a saperlo era sempre stata Paffurina, e invece era proprio lei ad essere stata rapita dal drago.
Allora, Swan gettò una piuma blu per aria...
- Una piuma blu?
- E dove l'ha trovata, una piuma blu?
- Perché, proprio blu?
Uff... era un piccolo plag... beh, insomma, una citazione, un omaggio, un riferimento letterario!
Bambini ignoranti che non conoscono Richard Bach... va bè, forse sono ancora un po’ piccoli. Per stavolta passi.
Comunque, Swan gettò in aria questa piuma e decise di dirigersi nella direzione indicata dalla piuma caduta a terra. Così si incamminò per le strade del mondo, e viaggiò per giorni e giorni, per mesi e mesi, e finalmente giunse in un luogo che non riconosceva; così chiese ad un usignolo che cinguettava sui rami di un albero:
- Perdonami, uccellino, se ti disturbo: mi potresti dire dove sono capitata?
- Ma come, chiede informazioni a un uccello?
- Scemo, nelle favole anche gli uccelli parlano!
- Sì, ma Swan mica lo sa, di essere in una favola!
- E' vero! Allora, come mai si mette a parlare con un usignolo? Questa ce la spieghi!
Cribbio... e adesso come gliela giro? Allora, ovviamente nelle favole gli animali parlano, e questo non si discute. Swan, però, non è detto che lo sappia... certo che Cappuccetto Rosso però, quando ha sentito il lupo parlare, non ha fatto una piega. D’altra parte, Cappuccetto Rosso non fa testo perché era tonta (una che non riconosce un lupo al posto di sua nonna è tonta per forza...). Ossignore, e adesso come me la cavo...
Beh... ehm... mettiamola così: lo chiese all'usignolo così, come lo avrebbe chiesto a un albero, tanto per dire due parole dopo una vita che camminava da sola. Non c'era nessuno in giro, a parte l'uccellino, e così, come per prendersi in giro, come quando si parla da soli, gli fece la domanda. E quindi, ci rimase di stucco quando l'usignolo, compiaciuto del garbo con cui era stata formulata la domanda (perché, bambini, gli animali non rispondono a chi è scortese con loro), disse:
- Sei ad Azerània, il paese fatato.
- Come! Ma tu sei capace di parlare!
- "Oh, cielo! Ma come è possibile?"
- "Devo avere le allucinazioni!"
- Sì, davvero una frase originale, quella di Swan!
- Non potevi inventare una favola più decente?
Ma porc... Siete stati voi a chiedermi di specificare che Swan non poteva sapere che nelle favole anche gli animali parlano, adesso mi toccherà pure farglielo scoprire! Fosse stato per me, questo problema lo avrei saltato a piè pari; e se la favola non vi piace, possiamo anche finirla qui!
E così mi gioco le diecimila lire all’ora come baby-sitter...
- No, no... va bene, va benissimo così...
- Già, è una frase perfetta...
- Adesso però continua, per favore!
E va bene, pesti. Allora velocizziamo il tutto, dicendo che l'usignolo dovette spiegare a Swan che, nel paese fatato di Azerània, gli animali parlano a chi si rivolge loro educatamente; e che Swan, dopo un pizzico iniziale di incredulità, riuscì ad entrare in quell'ordine di idee e lo interrogò nuovamente:
- E dov'è Azerània?
- Azerània è nel Mondo del Sogno! - rise l'usignolo; - Ma tu, che ignori una cosa simile, come hai fatto ad arrivarci?
- Non lo so... ho camminato a lungo, e sono finita qui senza rendermene conto...
- Aspetta, aspetta! Cosa sarebbe 'sto Mondo Del Sogno?
- Esiste davvero?
- E' come il Paese Dei Balocchi?
- E' come il Paese Delle Meraviglie?
- E' come il Paese Di Lilliput?
Un momento, bambini, un momento! Sì, il Mondo Del Sogno esiste veramente, ma non è come nessuno dei paesi che avete detto. E' semplicemente quel posto dove gli animali parlano, dove le fate e gli stregoni studiano la magia, e dove i principi salvano le principesse dai pericoli.
E, disgraziatamente, le sposano... come se tutte le principesse delle favole fossero delle casalinghe mancate che non aspettano altro che un povero cristo da accalappiare... e come se tutti i principi del mondo fossero dei pantofolai che aspettano di sposarsi per sfornare un po’ di nipotini da far tenere a nonno re!
Insomma, praticamente il Mondo Del Sogno è un po' come una grande nazione che contiene il Paese Dei Balocchi, quello Delle Meraviglie, eccetera.
Comunque, l'usignolo chiese:
- Ma tu chi sei, e cosa ci fai qui?
- Mi chiamo Swan - rispose lei - e sto cercando mia sorella, Paffurina. Un drago l'aveva rapita, mesi fa: ed io vorrei trovarla, ma non so dove possa averla portata. Puoi aiutarmi? L'hai vista?
- Non saprei. Però, tre o quattro mesi fa, il mio amico Mago mi disse di aver incontrato, vicino all'Isola Nebbiosa A Forma Di Schiena Di Drago, una fanciulla con l'anima trasparente come il diamante, gli occhi colore del cielo, e i capelli biondi come l'oro...
- E' lei, è lei! - esclamò Silver Swan; - non può essere che lei!
- Un momento, aspetta un momento! Cosa significa "con l'anima trasparente come il diamante"? Come aveva potuto vederle l'anima?
- Perché era un Mago, scemo!
Bè, non proprio; in realtà l'aveva conosciuta e... ma insomma, volete lasciarmi andare avanti? Poi capirete tutto, per la miseria!
Ecco, io le provo tutte per inserire qualche passaggio carino... e loro, di uno manco si accorgono (come se fosse stato facile farmi venire l’idea di un’isola a forma di schiena di drago... ma come saranno fatte, le schiene dei draghi?), e l’altro me lo contestano... giuro che alla prossima li imbavaglio.
- Seguimi - suggerì l'usignolo a Swan, e si incamminarono verso una cascata a un'oretta di cammino da loro. Quando furono arrivati, l'usignolo cominciò a strillare:
- Mago! Grande Mago! - con tutto il fiato che aveva in gola.
- Ma come! E' così che si invoca un Mago?
- E' vero! Di solito bisogna arrivare dove ha la sua dimora, entrare tra migliaia di pericoli, e finalmente essere ammessi alla sua presenza!!!
Seee... come se avessi anche avuto il tempo di inventarmi delle prove strampalate da far superare a Swan. Mi spiace, piccole pesti, ma se volete vedere lotte e ammazzamenti vari dovrete cercarveli sui videogiochi.
Sentite, bambini, questo Mago non funziona come gli altri: questo Mago era amico dell'usignolo, ed era sufficiente che lui lo chiamasse, come io chiamerei uno qualsiasi di voi. Infatti, improvvisamente la cascata si fermò e divenne tutta di solido ghiaccio; una porticina si aprì ai suoi piedi e ne uscì un omino piccolo piccolo, che chiese sbuffando:
- Stavolta che c'è? - rivolto all'usignolo.
- Un omino piccolo piccolo?
- Ma quanto piccolo?
- Un nano?
No, non un nano: un omino alto una decina di centimetri, insomma un po' più di uno dei vostri soldatini.
- Ma come fa un Mago ad essere così piccolo?
- E' vero! I maghi sono grandi, alti, con una lunga barba bianca e un enorme cappello a cono in testa!
Non questo Mago: questo Mago è piccolissimo, ha la barba bianca sì, ma corta, e invece del cappello a cono porta in testa un mezzo guscio di nocciola.
- E sarebbe un Mago?
- Questo Mago non mi piace...
- Sì, in effetti sembra un po' sfigato...
E a me sembrava tanto carino! Allora, se racconti delle cose tradizionali non va bene perché sono banali; se cerchi di fare un po’ l’originale non va bene perché ti esce il mago sfigato...ma cosa cavolo vogliono, ‘sti delinquenti?!?
Bè, bambini, mi dispiace se il Mago non è di vostro gradimento: ma questo Mago è fatto così. L'usignolo gli disse:
- Questa ragazza si chiama Swan e sta cercando sua sorella, che qualche tempo fa è stata rapita da un drago, e cercandola è arrivata fino qua; e io ho pensato che potesse essere la fanciulla che tu vedesti all'Isola!
L'ometto guardò severamente l'usignolo, come se avesse voluto rimproverargli qualcosa; poi squadrò da capo a piedi Swan, che lo supplicò:
- Ti prego, Mago, se sai qualcosa di Paffurina, la mia sorellina che sto cercando da mesi, aiutami. Il drago potrebbe non averle ancora fatto del male, e io vorrei liberarla e riportarla a casa.
Allora, bambini, l'omino scoppiò in una grande risata. Fece segno a Swan di inchinarsi; lei lo fece, e lui salì sul palmo della sua mano. Così, quando lei lo portò davanti al suo naso e si poterono guardare negli occhi, il Mago le puntò contro la sua bacchetta e le disse, ancora ridendo:
- Ma tu, sei sicura che lei voglia tornare a casa?
- Come! - esclamò Swan; - a casa la aspetta la sua famiglia, e...
- In effetti, è una domanda davvero cretina!
- Sì, questo Mago fa veramente schifo.
Aaargh.
Bambini! Non dite mai una cosa simile dei maghi! Essi vi sentono ovunque, e non sopportano che si sparli di loro... il Mago di Azerània potrebbe avervi udito, e stanotte entrare nei vostri sogni e trasformarli in incubi pieni di streghe e pipistrelli e mostri e...
- Oh, no!
- No, veramente, noi scherzavamo! E' un Mago meraviglioso!
Questa, poi... l’hanno bevuta...
- Ma piantatela, scemi! I maghi non esistono per davvero!
Mph. Mi pareva.
- Zitto, che se ti sente!
- Ma è vero che non esistono?
No, è falso: i maghi esistono eccome... è solo che non abitano qui con noi, oppure non si fanno vedere.
- E perché?
Ma perché non avrebbero mai un attimo di pace! Tutti andrebbero da loro a implorare le loro magie, o i malocchi contro i nemici, o chissà cos'altro, e loro non avrebbero mai il tempo di leggere, di studiare i loro libroni, di provare nuovi incantesimi.
Comunque, bambini, lasciatemi continuare. Quando Swan disse che, secondo lei, Paffurina non vedeva l'ora di tornarsene a casa e di scappare dal drago che l'aveva rapita, il Mago non sembrò molto convinto.
- E dimmi: sei in grado di darmi una prova di ciò che affermi?
- Ma insomma, cosa vuole questo!
- E dov'è Paffurina?
- Cosa le ha fatto il drago?
- E quando arrivano i prìncipi?
Scusate, bambini: quali prìncipi?
- E' una favola, no? E allora ci saranno due prìncipi che sposeranno le due ragazze, e vivranno tutti felici e contenti! Vero?
Gmr%nm^f#rzsn@r£b&$k°frd§ç...
Er... sposeranno, già, come no... bè... insomma, adesso vedremo. Swan, un po' scocciata, rispose al Mago:
- Bè... a parte il fatto che generalmente uno non è contento di venire rapito, non ho una prova vera e propria. Ma Paffurina mi vuole molto bene, e non credo che si troverebbe a suo agio, lontana da me.
- Presuntuosa! - le disse il Mago. - Come fai ad essere sicura che preferisca il tuo Mondo Senza Magia ad Azerània, e che preferisca stare laggiù con te piuttosto che qui, come ha sempre sognato?
- Perché mi vuole bene! - esclamò Swan quasi piangendo, - e io ho fiducia in lei e nel suo affetto! Ma tu perché mi fai queste domande, Mago? L'hai vista? Le hai parlato? Ti ha detto qualcosa?
- Sì - rispose il Mago. - L'ho conosciuta e le ho parlato. Vedi, devi sapere che esiste un incantesimo, qui ad Azerània, per il quale chi arriva dal Mondo Senza Magia non deve vedere nessun altro che provenga dallo stesso luogo, altrimenti sarebbe costretto a lasciare il Mondo Del Sogno, dopo aver faticato tanto per entrarci.
Fantastico. Ero a corto di idee, ho buttato là ‘sta cosa dell’incantesimo, e adesso non so più come tirare avanti... va bè, continuiamo a improvvisare.
- Lasciare il Mondo Del Sogno... - mormorò Swan.
- Già, lasciarlo - ripeté il Mago; - ora Paffurina è felice della sua nuova vita, e, quando le ho spiegato dell'incantesimo, mi ha detto: "Non è escluso che, prima o poi, venga a cercarmi una certa Swan... se per caso dovessi vederla, le dirai da parte mia di ritornare a casa, e comunque di non farsi vedere".
- Che cattiveria...
- E Swan che si era fatta tutta quella strada...
E già... bell’amica!
Aspettate, che mica è finita. Swan scosse la testa:
- No, è impossibile! Paffurina non si farebbe nessun problema a dare la sua vita per me, figurarsi se mi lascia detta una cosa simile!
- Oh, sì, probabilmente darebbe la vita - disse il Mago con noncuranza; - ma certamente non lascerebbe un luogo che proprio per tutta quella stessa vita ha inseguito!
Il che è abbastanza plausibile... fino ad ora ho pensato al personaggio di Paffurina modellandolo sulla mia migliore amica... ma lei sacrificherebbe tutti i suoi sogni per me? Qual è, a questo punto, il modo più ragionevole di continuare? Va bè, intanto prendiamo tempo...
A questo punto, bambini, Swan vide realizzarsi una delle sue più grandi paure: che Paffurina l'abbandonasse, e lo temeva talmente tanto che credette senza dubbio che quel momento fosse arrivato; un po' come quando voi avete paura delle punture, e se vi portano dal medico date per scontato che sia per una puntura, dalla fifa che ne avete, anche se non ne avete delle prove effettive...
- Cos'è, adesso nel bel mezzo di una favola ci psicanalizzi?
Li ammazzo. Adesso li ammazzo.
Macché vi psicanalizzo! Era solo per spiegarvi il motivo per cui Swan perse in quel momento ogni speranza. Iniziò a piangere, inginocchiata a terra, e rimase lì per un giorno e una notte interi, sempre piangendo, e pensando: "Allora il drago non l'aveva rapita... lei era andata con lui spontaneamente, lui la era venuta a prendere per portarla qui, in questo paese che lei ama... ma perché non è passato a prendere anche me? Già, bella domanda! Cretina, tu non ci hai mai creduto abbastanza, ai draghi... figurati, sei arrivata qui solo perché eri spronata dal doverla ritrovare e... e lei ha lasciato dette al Mago quelle cose, e che io dovrei tornare a casa da sola, e lasciarla qui, e..."
In quel momento sorse il sole, i cui raggi si rifletterono nell'acqua del lago ai piedi della cascata, colpendo coi loro vividi bagliori gli occhi di Swan.
Okay, qui si gioca il tutto per tutto. Magari Paffurina non ricalcherà del tutto la mia amica, ma è dall’inizio di ‘sta storia che la meno con la grande amicizia tra Swan e Paffurina... Swan non potrà mica prendere e tornarsene a casa!
Improvvisamente, Swan smise di piangere e si alzò. Si guardò intorno: il Mago doveva essersene andato la sera prima, senza che lei, completamente assorbita dalla sua tristezza, lo notasse. Non vide neanche l’usignolo. Mise le mani ad imbuto e chiamò:
- Mago! Grande Mago!
La cascata si congelò, la porticina si aprì, e il Mago arrivò.
- Sei ancora qui? Credevo fossi partita! Dimmi, cosa c'è?
- C'è che tu mi hai mentito, ecco cosa c'è!
E, così dicendo, lo afferrò per la barba e lo tenne stretto.
- Portami da lei, subito! Io non credo a quello che mi hai detto: non è possibile che lei non voglia vedermi!
- Come devo dirtelo? - protestò il Mago che si teneva la barba con le mani, perché Swan lo stava strapazzando talmente forte che temeva potesse strapparsi; - è l'unico modo in cui possa rimanere ad Azerània! Davanti a questa opportunità, cosa vuoi che conti il resto?!?
Il Mago si dibatteva, ma Swan non lo mollava, anzi lo teneva sempre più stretto.
- E ci ero cascata, lì per lì! E per un giorno intero il dolore mi ha impedito di pensare!
- E cosa diavolo - fece il Mago - ti avrebbe fatto "pensare", adesso?!?
- Il sole, che ha illuminato l'acqua del lago. Le onde luccicanti e azzurre come due acquamarine... come i suoi occhi, che sono sempre stati sinceri con me... che non avrebbero mai voluto starmi lontana!
- Aaaah, che schifo!
- Ma quant’è caramellosa, ‘sta tizia?
- Davvero, mi si stanno cariando i denti!
Hanno ragione. Dio mio, come hanno ragione...
Insomma, abbiate pietà... mica sono una cantastorie di professione!
- Va bè...
- Okay, continua pure.
Grazie.
- Ah, ma allora ci risiamo da capo! - sbuffò il Mago; - come fai ad esserne così sicura? "Lei mi vuole bene", "lei non vorrebbe starmi lontana", lei di su e lei di giù! Ma perché diavolo dovresti essere così importante per lei, eh? Credi veramente di contare tanto? Credi veramente che per te lei lascerebbe Azerània? Credi...
- Sì, lo credo - lo interruppe Swan con la voce che tremava; - e tu, specie di Pollicino, puoi dirmi tutte le balle che vuoi... io non ti ascolto più - concluse con fermezza.
Magari le avessi io, tutte ‘ste sicurezze...
Il Mago scalciò e si dibatté, morse e graffiò, e finì per strapparsi metà della sua barba; ma alla fine si arrese.
- E' vero: ti avevo mentito, e non esiste alcun incantesimo. Ma lo avevo fatto per lei, per Paffurina, per impedire che tu la riportassi nel suo mondo di origine. Azerània la vuole qui, il drago le è affezionato, io anche, tutti gli animali vogliono che resti... a parte quello stupido usignolo, che ti ha portata da me. Lui è un inguaribile ottimista, e crede ancora che nel Mondo Senza Magia si possa essere felici, e che ci sia gente che si vuole bene...
- E te l'ho dimostrato, vero, Mago? - cinguettò l’usignolo dall'alto di un albero.
- Sì - ammise il Mago; - purtroppo sì. Sappi, Swan, che non esiste alcun incantesimo come quello di cui ti parlavo... era stato solo un tentativo per scoraggiarti e mandarti via.
- Ma, Mago, - intervenne Swan; - perché pensavi che io avrei voluto per forza riportare Paffurina al Mondo Senza Magia? Avrei certamente rispettato la sua volontà, se lei avesse voluto rimanere, e non l'avrei forzata a fare nulla; semplicemente, le avrei fatto presenti tutte le cose di cui avrebbe dovuto tenere conto: la sua famiglia, i suoi studi, il suo ragazzo...
- E ti pare poco! - ribatté il Mago; - tu sei... sei... sei così dannatamente rigorosa in tutto! Per te, bisogna essere disposti a tutto pur di avere la consapevolezza di sé, di ciò che ci sta intorno! Non si può prendere la vita così, come viene, no, bisogna sempre pensare a tutto e fare presente tutto! "Ricordati di questo, tieni presente quest'altro, e non dimenticarti..." Oh, sì, le avresti lasciato la libertà di scegliere... ma magari l'avresti convinta a tornare indietro, presentandole i tuoi dannati motivi!
- Giusto!
- Macché, giusto un fico!
- Ha ragione il Mago!
- No, ha ragione Silver Swan!
- Il Mago!
- Silver Swan!
Hah... se sapessi chi ha ragione su ‘ste cose, a quest’ora mi sentirei un genio.
Buoni, bambini! Non è questo che ci interessa, per la storia; l'unica cosa che ci serviva era sapere il motivo per cui il Mago aveva mentito a Swan, e adesso lo sappiamo: era la paura che Paffurina andasse via.
Ma adesso fatemi arrivare in fondo, se no qui non finiamo più.
- Vieni, Swan - le disse il Mago, sconsolato; - ti porterò da lei all'istante.
- Un momento - disse Swan; - ma lei, perché non ha tentato di tornare... visto che non vuole starmi lontana?
- Indovina - rispose il Mago.
- Uhmmm... perché sapeva benissimo che prima o poi sarei riuscita a raggiungerla, e voleva che anche io visitassi Azerània?
- Appunto.
Il Mago tirò fuori la bacchetta, la agitò per aria e trasportò Swan fino all'Isola Nebbiosa A Forma Di Schiena Di Drago. Paffurina la stava aspettando, più radiosa che mai, fra un gruppo di gnomi e folletti, e, accucciato dietro di lei, il drago.
- Finalmente, sorellina!
Si abbracciarono forte, felici di essersi finalmente riunite. Paffurina fece vedere a Swan tutta Azerània: le fece conoscere il drago che l'aveva condotta sin lì, e gli altri suoi nuovi amici: gli elfi, i nanetti, le fate...
-Va bene, va bene; ma adesso raccontaci la fine.
Come, la fine? La storia è già finita da un pezzo!
- Finita?
- E non arriva nessun principe?
- Ma cosa fanno adesso loro due?
- Restano ad Azerània?
- Tornano nel Mondo Senza Magia?
- Stanno un po' di qua e un po' di là?
Ma in fondo, bambini, ha importanza?
- Certo! Così, la storia non ha una fine!!!
- Il finale! Vogliamo un vero finale!
Il finale... dunque, un finale... ah, sì: il più classico.
- Cioè?
- Quale?
- Cosa fanno?
Ecco, bambini: vissero per sempre felici e contente.


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